Sassi Matera
Sassi Matera



Cripta del Peccato Originale

La cripta è situata a pochi km da Matera, presso la Gravina di Picciano ed è stata scoperta dai soci del circolo culturale “La scaletta” il 1 maggio del 1963, durante un'attività di monitoraggio e inventario dei siti rupestri della zona.
La ricerca spasmodica della cripta era cominciata quando l'anno prima uno dei soci del circolo, Raffaello De Ruggieri, incontrando casualmente un contadino della zona, aveva sentito parlare per la prima volta di una “grotta con 100 fotografie di santi” dove il contadino avrebbe dormito da piccolo, quando faceva il pastore.
Durante la primavera dell'anno seguente, il gruppo di soci della scaletta setacciò l'intera Gravina, scoprendo diversi siti rupestri inediti, fino a raggiungere la Cripta del peccato originale o dei "Cento Santi".
Al momento della scoperta la cripta, che nei secoli era stata trasformata dai pastori in ovile, presentava una superficie affrescata di 42 metri quadrati in cattivo strato di conservazione: con la realizzazione della vicina diga di San Giuliano la situazione degli affreschi peggiorò ulteriormente, a causa dell'aumento dell'umidità dell'aria e delle conseguenti patine di carbonato di calcio, funghi, muschi, cianobatteri ecc.
Quando, nel 2000, la cripta fu donata alla Fondazione Zètema per essere restaurata, gli affreschi erano praticamente invisibili.
La Fondazione ha voluto realizzare un intervento esemplare, tale da diventare un protocollo da seguire per i futuri restauri: prima di procedere al restauro, si è effettuata un'indagine bioclimatica, geologica e uno studio sui cianobatteri e sugli altri microrganismi presenti.
Dopo un lungo restauro, finalmente la cripta è tornata al suo splendore originario e ora i visitatori possono ammirare un ciclo di affreschi, risalente all'VIII-IX sec. e ispirato ai primi capitoli della Genesi, che costituisce un unicum nel suo genere, tanto da spingere alcuni storici dell'arte a definirla entusiasticamente “la cappella Sistina dell'arte parietale rupestre”.

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      foto Luca Petruzzellis